mercoledì 16 agosto 2017

Aforismi sul "Cielo" e la Terra






«La religione (...) è lo spirito di una condizione senza spirito. Essa è l’oppio del popolo».

K. Marx, Articolo del 1844








1
La fede è il sogno più grande degli uomini, e per questo il più difficile da infrangere.


2
«In principio Dio creò il cielo e la terra». Questa è la prima frase della Bibbia, ed è manifestamente falsa, per cui cominciamo bene.


3
Quanto più si sa, tanto meno si crede. E viceversa.


4

L'anima è proprio come Dio. Che non è né qualcosa, se non un'idea; né sta da qualche parte, se non dentro la testa degli uomini.


5

Stando alla fede visionaria dei credenti, Dio vede, prevede e provvede tutto.


 


6


Adamo, l'uomo fatto come Dio. E Gesù, il Dio fatto come uomo.

 

7

I preti, nelle prediche dei funerali, si riempiono la bocca della parola ‘vita’, e pronunciano appena il termine ‘morte’.

 

8

La speranza è un'attesa fiduciosa, ma inutile.

 

9

Come è vano temere il castigo di Dio, così lo è aspettare il premio.

 

10

Storia sacra, mitica, del “popolo di Dio”. E storia profana, reale, della civiltà umana.

 

11

Dicono che se Dio non esistesse, allora bisognerebbe inventarlo. Proprio ciò che gli uomini hanno sempre fatto.

 

12

Gesù è stato il rivoluzionario più reazionario che si conosca.

 

13

Credo solo a ciò che so. Così ho una fede incrollabile.

 

14

Nella vita non c'è salvezza dalla morte, né tantomeno salvatore.

 

15

Alternativo alla preghiera c'è lo studio. Alternativo all'oratorio il laboratorio.

 

16

L'uomo ha sempre creato gli dèi a sua immagine e somiglianza.

 

17

I preti, come i politici, promettono sempre le mani avanti.

 

18

I Nazisti hanno perseguitato gli Ebrei e gli omosessuali. Proprio lo stesso che già la Chiesa aveva fatto per secoli.

 

19

Lutero ebbe più di una sacrosanta ragione per finalmente protestare contro Roma.

 

20

Il suicidio è un gesto tragico, ma di estrema libertà e coraggio. Per questo è severamente condannato dai preti.

 

21

Ancora ai giorni nostri mezza umanità celebra un bambino concepito e messo al mondo da una madre vergine.

 

22

Ogni popolo ha sempre adattato la religione ai propri usi e costumi. Come in Terra così in ”Cielo”.

 

23

 Gli eventi non accadono per la volontà degli dèi, ma solo li si interpretano proprio come se fosse così.

 

24

A chi sente proprio il bisogno, oppure il dovere di prostrarsi, lo faccia di fronte alla bellezza. Della Natura o dell'Arte che sia.

 

25

Al contrario di quanto riferisce Giovanni (1, 1-14), in principio era la carne animale. Che poi solo con l'uomo si fece verbo.

 

26

La Bibbia è un libro storico, sì, ma non certo un libro di Storia.

 

27

Il devoto dica perché Dio deve esistere, mentre il miscredente spieghi perché non può farlo.

 

28

Dubbio impertinente. Che fine ha fatto Lazzaro? Gli è forse toccato di morire una seconda volta?

 

29

Bibbia significa 'libri’, e Corano vuol dire 'lettura'.

 

30

Dalla dea Madre terrestre originaria, fino al dio Padre celeste successivo.

 

31

La parola e lo spirito sono cose da uomini.

 

32

I preti dicono che i poveri sono la ricchezza della Chiesa, ed è vero. Perché la Chiesa è sempre stata ricca, e i poveri sempre poveri.

 

33

Invece di combattere la povertà, i santi cristiani la propagano, facendosi poveri essi stessi. Mentre i ricchi gongolano come sempre.

 

34

La religione millanta di sapere non solo l’origine, ma anche la fine del mondo.

 

35

Solo un'immaginazione da bambini può credere che siamo fatti a immagine di Dio.

 

36

Sacro è ciò che si reputa degno di venerazione. Mentre sacrificio è il redditizio rituale celebrato dai sacerdoti di ogni risma.

 

37

La promessa di Dio è ormai fin troppo compromessa.

 

38

La storia sacra comincia con Adamo e finisce con Gesù.

 

39

Chi è per l'uomo non può essere altro che contro Dio.

 

40

Già nelle più antiche religioni totemiche era di norma il rituale del pasto sacro.

 

41

Il colmo dei credenti è definire spirituale la loro assoluta povertà di spirito.

 

42

Il sapere illumina la mente, mentre la fede l’ottenebra.

 

43

Un Dio che muore non s’era mai visto prima. Una bella trovata a misura d'uomo.

 

44

Il vero e adeguato oggetto di culto, se proprio si sente il bisogno di adorare qualcosa, non può che essere la Natura. Da cui sul serio deriva e dipende la vita.

 

45

I Romani, più che i persecutori dei Cristiani, sono stati quelli che ne hanno segnato il trionfo.

 

46

Meglio sacrilego che idolatra.

 

47

I Cristiani credono che nasciamo con la macchia del peccato. Come se ce l'avessimo iscritto nel DNA.

 

48

La speranza non costa niente, è vero, però deve contentarsi di se stessa, e questa è una magra consolazione.

 

49

Breve storia economica della Chiesa: dalla medievale decima percentuale, fino alla moderna ottava millesimale.

 

50

L'ateo serio non è solo senza Dio, ma anche contro i suoi uomini.

 

51

La divina Terra promessa e il fin troppo umano Stato ebraico.

 

52

Gesù è stato proprio una lenza, al cui amo gli uomini continuano a abboccare.

 

53

Il prete, l'uomo mascherato.

 

54

Già al "primo uomo" fu proibita la conoscenza. Segno evidente di quanto il sapere mal si concilia con la fede.

 

55

Tutti alla santa Messa in scena. Spettacolo con l'attore, il costume, il copione, la recita. E il pubblico.

 

56

Gli dèi scompaiono non appena i fedeli smettono di dargli credito. E questo è sempre successo per motivi politici.

 

57

Credere a qualcosa che non si sa è come vivere a occhi bendati.

 

58

La cattiva notizia è che la buona novella continua a essere diffusa.

 

59

Le religioni hanno in spregio la Storia e la Scienza, perché troppo imbarazzanti per loro.

 

60

Gesù, figlio di padre ignoto.

 

61

Anima, animato, animale. Capace di muoversi da sé.

 

62

La Bibbia è un assai controverso cumulo di oracoli e miracoli.

 

63

Dalla libertà religiosa (Costantino, 313), alla Chiesa di Stato (Teodosio, 382), fino allo Stato della Chiesa (Franchi, VIII sec.).

 

64

Che «polvere» (Genesi 3, 19) diventeremo è vero; ma che tale siamo è del tutto falso.

 

65

Cos'hanno in comune i gerarchi della Chiesa e i mafiosi? Il baciamano.

 

66

Per i preti la fede è molto più utile che non il sapere; per i credenti molto più comoda.

 

67

Il Dio cristiano risulta un controsenso matematico. Perché è reputato infinito, e al tempo stesso divisibile per tre.

 

68

La verità è dentro di noi, sì. E però proviene da fuori.

 

69

Da quasi un secolo conosciamo ormai l'origine del mondo, della vita e dell'uomo. Eppure il Genesi biblico continua ad essere spacciato per vero.

 

70

L'uomo non è creatura, quanto piuttosto il creatore, del suo mondo come dei suoi dèi.

 

71

L’otto dicembre è festa nazionale. Cioè lo Stato italiano impone di commemorare nientemeno che l'immacolata concezione della beata vergine Maria.

 

72

Sarebbe il caso d’irriverire i reverendi.

 

73

Le vere radici d'Europa affondano nella sofisticata Grecia, ben più che nella rozza Giudea. E si tratta di un ceppo culturale pagano, cui anche le religioni odierne hanno attinto a piene mani.

 

74

Spesso l’eminenza degli alti prelati combacia con la loro prominenza.

 

75

I fedeli cristiani pensano di resuscitare, e di farlo addirittura in carne e ossa.

 

76

I credenti si devono ricredere.

 

77

I preti hanno una risposta pronta a tutto, purché non gli si facciano domande.

 

78

I teologi sostengono che il mondo è stato creato dal nulla, mentre gli scienziati ribattono che nulla si crea e nulla si distrugge.

 

79

Il culto religioso sta alla cultura storica e scientifica come l’acqua all’olio.

 

80

Stando ai preti la vita sarebbe un dono, e però anche un debito. Sì perché, pur essendo creati da Dio, verremmo lo stesso al mondo già con un grave peccato da scontare.

 

81

Credere è la cosa più facile, che anche i bambini riescono a fare. Mentre sapere l’è ben più difficile.

 

82

Nella Preistoria gli uomini credevano che tutti i fenomeni fossero creazione e azione di spiriti. Per compensare la loro ignoranza su tutto, essi divinizzavano ogni cosa.

 

83

Comunità religiosa e Comunismo ateo.

 

84

Non è Dio che crea la vita, bensì la morte che ha generato gli dèi.

 

85

Pontefice vuol dire ‘costruttore di ponti’, e però tra la Terra e il "Cielo".

 

86

Dal paradiso terrestre originale, fino al paradiso celeste finale.

 

87

Un Dio con tre personalità dev'essere come minimo mentalmente disturbato.

 

88

Ha mille volte più senso venerare la dea madre terrestre, che non il Dio padre celeste.

 

89

L'uomo ha sempre cercato quale fosse la natura delle cose, ogni volta contentandosi delle spiegazioni di cui era capace.

 

90

La vita eterna di un singolo organismo è una perfetta contraddizione logica, nonché una pia illusione psicologica, e altresì una sporca menzogna teologica.

 

91

Il dato più accertato è il maschilismo misogino dei sacerdoti di tutti i tempi.

 

92

Oggi la reincarnazione è un fatto reso possibile dalla clonazione.

 

93

Non pochi dei santuari cristiani sono sorti sulle rovine di quelli antichi.

 

94

I riti sono triti e ritriti.

 

95

Lucifero è un nome che significa ‘portatore di luce’, cioè di conoscenza. Eppure lo si dipinge come un essere tenebroso.

 

96

Venerdì musulmano, sabato ebraico, e domenica cristiana.

 

97

Già ai tempi di Gesù i fedeli si recavano al Tempio per offrire i sacrifici, laddove i sacerdoti ivi residenti li riscuotevano.

 

98

Né il maiale è impuro, né la vacca sacra.

 

99

«Io sono la via, la verità e la vita» (Gv 14, 6), dice modestamente di se stesso Gesù.

 

100

La sfrenata fantasia umana si nutre di benefici divini e malefici diabolici.

 

101

La generazione degli dèi greci è proprio una roba da degenerati.

 

102

La religione dell’amore parla di cuore, senza ancora rendersi conto che anche i sentimenti hanno sede nel cervello, non meno delle sensazioni e dei pensieri.

 

103

C’è chi vuole convertire, e chi invece sovvertire. Chi desidera risorgere, e chi invece insorgere.

 

104

Le tre persone, - teologali e grammaticali.

 

105

«Io vorrei che l'ultimo dei re fosse strangolato con le budella dell'ultimo dei preti» (Padre J. Meslier, Testamento, 1729).

 

106

Ogni fede è una monotona collezione di frasi fatte, da mandare a memoria fin dall’infanzia, e poi ripetere per tutta la vita.

 

107

 Il sacrificio dei Cristiani, che mangiano il corpo e bevono il sangue del loro dio, è l’atavico, tipico cannibalismo vampiresco dei rituali religiosi più antichi.

 

108

Il bello delle religioni sono i monumenti e le opere d’arte.

 

109

La Chiesa s’è opposta alla schiavitù antica, è vero. Per poi però sfruttare a man bassa la servitù medievale.

 

110

La religione è sempre stata imposta dal potere. Come la legge, la lingua, o la moneta.

 

111

La sola cosa che resuscita per davvero è la Natura, in Primavera. E però solo per poi morire di nuovo ogni volta.

 

112

Quella cristiana è tutt'altro che una democrazia, e piuttosto una monarchia. Perché quelli non hanno in mente il governo del popolo sovrano, bensì un Regno di Dio. E dove c’è un Re, per forza gli altri sono sudditi.

 

113

Uno può contare sulla provvidenza della Natura, o anche della fortuna, e al limite perfino su quella dei propri simili.

 

114

La religione non è un diritto, ma un torto.

 

115

Ancora oggi nella chiesa cattolica il ruolo delle donne è quello di fare le pulizie.

 

116

Dio è un po’ come lo Stato, cioè qualcosa che non esisterebbe senza i suoi uomini.

 

117

I preti santificano le cose con semplici parole rituali. Benché poi l’acqua santa o l’olio santo restino sostanze intatte, a tutti gli effetti naturali.

 

118

Tutte le parole degli dèi di tutti i testi sacri sono state scritte dagli uomini.

 

119

Come gli uomini producono la loro vita, così essi riflettono i loro sovrani in Terra, e i loro dèi in “Cielo”.

 

120

La Verità dei preti è una menzogna con la emme maiuscola.

 

121

La religione è la droga dei popoli. Da disintossicare con una cura di conoscenza storica e scientifica.

 

122

Dal nulla non può nascere nulla, tantomeno il mondo.

 

123

Come quello temporale, aspettiamo che abbia fine anche il potere spirituale dei Papi.

 

124

Gli uomini sarebbero morti di fame da un pezzo, se avessero atteso il pane quotidiano da un padre loro che è nei cieli.

 

125

Il mondo naturale non è creato da nessuno, mentre lo è piuttosto il mondo sociale, il cui creatore è però l’uomo.

 

126

Beoti gli ultimi, almeno finché credono che in futuro saranno i primi.

 

127

Gesù, il sacrificio umano di Dio.

 

128

La vera Apocalisse sarà tra circa cinque miliardi di anni. Quando il Sole, ormai esaurito il proprio carburante, prima si gonfierà, diventando abbastanza grande da carbonizzare la Terra, per poi spegnersi. E sarà qualcosa di ben più lungo che il tempo di un singolo giorno del giudizio.

 

129

La sola verità comune alle varie religioni, è che sono tutte false.

 

130

Il mistico mistifica? Mistero.

 

131

Il vero catechismo non insegna a credere in Dio, bensì a conoscere il mondo.

 

132

Il corpo di Gesù è scomparso, la sua tomba è vuota. O prodigio miracoloso, oppure occultamento di cadavere.

 

133

Lassù, o meglio là fuori, è assai più probabile trovare altre forme di vita che non chissà quale divinità.

134

Le religioni sono un reato d’abuso della credulità popolare.

 

135

Dio comanda di non desiderare la donna d’altri. E l’uomo d’altre?

 

136

Non c’è niente di più falso che fare della verità un articolo di fede.

 

137

Gesù si credeva un essere divino, come i Faraoni d’Egitto prima di lui, o come gli Imperatori romani dopo di lui.

 

138

I fedeli, che pure non esistevano prima di nascere, però pretendono di vivere dopo la loro morte.

 

139

Quelli più intimi di tutti sono gli affari privati dell'anima con Dio.

 

140

Gesù riconosceva il potere di Cesare, mentre Barabba era contro gli invasori romani.

 

141

Non sperare Dio e il paradiso, così come non  temere il diavolo e l’inferno.

 

142

La religione non è una libertà, ma una catena millenaria. Né dice la verità, ma un cumulo di menzogne spudorate.

 

143

Morto il Papa non se ne facciano più.

 

144

Per i cuccioli umani sarebbe bene attrarli al sapere e distrarli dal credere.

 

145

Dio padre e Stato patria. E Terra madre.

 

146

La gerarchia è quell'ordinamento che unisce gli uomini dividendoli. Da una base d’inferiori, a salire di livelli fino al vertice, con in cima uno che comanda su tutti.

 

147

Le nostre inclinazioni non dipendono da noi più del nostro aspetto. Perciò non sono colpevoli, ma possono essere criminali.

 

148

Di quelli che ingeriscono il corpo di Cristo, lo digeriscono, e poi vanno di corpo.

 

149

La fede è un po’ come l'amore, una follia.

 

150

Non c’è Dio che ponga degli scopi alla Natura o alla Storia, perché solo l'uomo è capace di certe cose. Col sapere, il lavoro, e le rivoluzioni periodiche. 

 

151

Nell'Antichità greca c'erano sia gli dèi dei nobili, come Apollo, e sia quelli del popolo, come Dioniso.

 

152

Il compito dell'uomo non è d’imitare chissà chi, bensì d’essere se stesso con gli altri.

 

153

Ormai sono più solo gli avvocati e i preti che parlano in latino.

 

154

Eterna rivelazione teologica e mutevole dimostrazione storico-scientifica.

 

155

La verità è una, le religioni troppe.

 

156

I sacerdoti sono la vera incarnazione degli dèi, come i politici lo sono degli Stati.

 

157

Il più delle volte Gesù è raffigurato con il cuore in mano e un cerchio alla testa.

 

158

«Io sono colui che sono» (Esodo 3, 14), dice di se stesso Dio a Mosè. Questo però lo siamo tutti, almeno finché siamo.

159

Il Regno e popolo di Dio in "Cielo" somiglia molto ai Regni e popoli di uomini sulla Terra.

 

160

Tra le cose davvero sacre e degne di rispetto s’annovera la Natura, nonché l'arte e il sapere degli uomini.

 

161

Adamo è un uomo fatto a immagine di Dio, mentre Gesù è un Dio fatto a immagine di uomo.

 

162

A tutt’oggi gli scienziati non hanno buona notizia di altri mondi e altre vite.

 

163

La Natura fa miracoli, e però senza essere una persona, né tre.

 

164

Teologo significa ‘scienziato di Dio’, ossia l’esperto di nientemeno che un mistero insondabile.

 

165

Le ragioni dell'ateismo sono il mondo, la vita, e l'uomo.

 

166

Il Dio ebreo è un essere dotato d’intelletto e volontà, che sente, vede, lavora, ama, comanda, giudica, e parla. E insomma fatto proprio a immagine e somiglianza di uomo.

 

167

Prestare fede significa credere nell’apparenza e cedere all’illusione.

 

168

Nasciamo innocenti, ma condannati a morte.

 

169

Ci sono cose che non si capisce bene se esistano solo dentro la nostra testa, oppure anche fuori. Come il tempo, i numeri, o anche l'anima e Dio.

 

170

Quella religiosa è un’ideologia egocentrica, cioè antropocentrica e geocentrica.

 

171

Il Cristianesimo, più che una nuova religione, è piuttosto uno stravolgimento del Giudaismo. E anche abbastanza sfrontato.

 

172

I fedeli cristiani sperano per loro lo stesso prodigio toccato in sorte a Gesù. Solo che lui ha dovuto aspettare appena tre giorni dopo morto, mentre questi altri sono rimandati alla fine del mondo.

 

173

L'origine e la fine di tutte le cose non è qualcuno, bensì qualcosa.

 

174

Patriarcato e signoria vanno per mano, con Dio come tra gli uomini. Padri e signori di famiglia, della patria, o del mondo.

 

 175

Occorre cacciare indietro gli dèi, perché gli uomini facciano un bel passo avanti.

 

176

Con la speranza ci vuole poco. Perché ad aspettare non serve granché coraggio.

 

177

Stato del Diritto romano e religione della Chiesa di Roma. E lingua latina.

 

178

Siamo predestinati, sì, ma solo a morire.

 

179

La verità storica e scientifica è in continua evoluzione, perché cambia col tempo, cresce e s’arricchisce sempre più. Laddove la verità di fede è ferma, uguale e immutabile in eterno, rivelata una volta per tutte da uomini di due o tremila anni fa.

 

180

«Beati i poveri in spirito» (Mt 5, 3), proclama il sibillino Gesù. E i poveri in canna?

 

181

Credere significa mentire a se stessi.

 

182

La religione fornisce un’ipocrita soluzione sentimentale all’annoso problema sociale dell’ingiustizia umana.

 

183

Il segreto, perché una menzogna sia efficace, è dirla con sincerità.

 

184

Laddove rivela d’essere il «buon pastore» (Gv 10, 11) che protegge il gregge dai lupi, Gesù spiega di farlo giusto perché le «pecore» umane sono sue. Cioè per puro e semplice, naturale ma fin troppo umano egoismo.

 

185

La Natura non ha un fine, cioè non si pone scopi, perché non è cosciente di sé. Mentre solo a noi altri è data l’intelligenza dei suoi meravigliosi prodigi.

 

186

La religione è il pregiudizio universale dell’umanità.

 

187

Vero che gli animali non hanno l’anima. Infatti nemmeno l’uomo de l’ha.

 

188

I fedeli passano la vita nella speranza di andare in cielo e nel timore di finire all'inferno.

 

189

Se quelle scritte fossero veramente le sue parole, allora il Dio ebreo avrebbe fatto proprio meglio a tacere.

 

190

Gli angeli sarebbero esseri incorporei, senza sesso, eppure sono tutti maschi.

 

191

I credenti vivono a testa in giù, con i piedi ben piantati per aria.

 

192

La religione nega ciò di cui parla, ossia la libertà, la verità, e la felicità degli uomini.

 

193

La vera consolazione al dolore della morte è che essa pone fine al dolore della vita.

 

194

Catechèsi vuol dire 'istruzione a viva voce'. Trattasi della lezione di catechismo che il catechista impartisce al catecumeno.

 

195

Per il fedele convertito la vita continua come prima, solo che poi niente gli sembra più uguale.

 

196

La storia sacra ebraica e cristiana procede dalla creazione di Adamo al diluvio di Noè. Per poi seguire dal capo tribù Abramo al capo popolo Mosè, fino al Re David. E infine arrivare a Gesù, fino alla fine del mondo.

 

197

I mondi non sono due, bensì tre. Non il “Cielo” e la Terra, bensì L’Universo cosmico, la Natura biologica, e la società umana.

 

198

Il culto delle reliquie dimostra quanto la religiosità cattolica sia intrisa del più crasso feticismo materialista.

 

199

La religione è un affare di cuore, cioè privato. Come la famiglia o gli affari.

 

200

Dio ci dà la vita proprio come il pane quotidiano, cioè in nessun modo.

 

201

Dov’è un Regno, lì c’è un Re sovrano che comanda, e un popolo di sudditi che obbedisce. Come in Terra così in "Cielo".

 

202

Se c’è qualcosa di noi che veramente dura per sempre, quella è la materia di cui siamo fatti, noi come le stelle.

 

203

Non c’è peccato originale, e però nemmeno salvezza finale dell’uomo.

 

204

La civiltà nasce con le prime città. Ciascuna centrata sulle lussuose costruzioni del palazzo reale e del tempio sacerdotale.

 

205

Scandalosa, conclamata pedofilia della pedagogia clericale.

 

206

Il credente dovrebbe fare obiezione di coscienza a se stesso.

 

207

Chi confida nel sapere diffida dei preti.

 

208

Quello ebreo è un Dio che ama, e che però ci tiene a essere ricambiato. Proprio come se fosse un uomo.

 

209

La fede e fiducia, che i popoli ancora ripongono negli dèi e negli Stati, è figlia della loro ignoranza. Proprio quella di cui i potenti di tutti i tempi hanno sempre approfittato.

 

210

Gli Ebrei stanno ai Greci come la religione alla scienza, come la fede al sapere, come i preti ai filosofi.

 

211

I morti finiscono sotto terra, e però li si indicano diretti verso il cielo.

 

212

La religione non ti permette neanche di morire come vuoi, e nemmeno di disporre liberamente della tua salma.

 

213

La vita vuole se stessa, come ha ben detto Schopenhauer. E per soddisfare un desiderio simile non c’è bisogno d’intelligenza.

 

214

La morte è il caro prezzo della vita, che ciascun genitore addebita ai propri figli.

 

215

Pietro ha rinnegato Gesù, Paolo se stesso.

 

216

Ancora oggi la religione distingue tra il mondo terrestre quaggiù e uno celeste lassù chissà dove. Come se il pianeta non fosse già esso stesso in cielo fino al collo.

 

217

Il cibo del corpo è digerito dall'intestino, e quello del pensiero lo assimila il cervello. Chissà il nutrimento dell'anima.

 

218

Il germe propagato dagli Ebrei, compreso quello di Nazareth, è il più infettante che abbia colpito l'umanità occidentale.

 

219

La maggior parte dei credenti è gente in sincera buonafede, ingenuamente portata a sentirsi in debito di chissà che colpa. Ben peggiori sono i creditori, mandati da Dio per riscuotere a nome suo.

 

220

«Date a Cesare quel che è di Cesare» (Mt 22, 21). Ecco Gesù che, con una moneta in mano, se ne lava le mani.

 

221

Dio ama gli uomini come figli, e infatti li comanda a bacchetta, da buon padre di famiglia e perfetto padrone di casa.

 

222

Nei primi sette secoli il Cristianesimo s’è diffuso dagli Ebrei ai Romani ai Germani. Da Pietro e Paolo a Costantino e Teodosio, fino a Carlo Magno.

 

223

Un miracolo è qualcosa che desta ammirazione e meraviglia. Per alcuni  tali prodigi sono quegli stessi compiuti dalla Natura, che pure è inconsapevole di sé. Mentre altri per certe cose intendono eventi divini eccezionali. Non a caso i miracoli naturali si spiegano, mentre quelli soprannaturali no.

 

224

I Cristiani, più che democratici, sono dei monarchici. Perché a parole si dichiarano per il governo del popolo, quando però nella testa hanno in mente un Regno di Dio.

 

225

Il rischio di non sapere alcunché è di restare come bambini, pronti a credere a tutto.

 

226

Giovanni battista è nato da una madre sterile e un padre legittimo, come già Isacco quasi duemila anni prima. Gesù invece è il primo e unico ebreo concepito da una madre vergine e un padre ignoto.

 

227

La religione è il non senso della vita.

 

228

I fenomeni naturali e gli animali furono i primi ad essere riconosciuti come dèi. I quali ultimi solo ben più tardi avrebbero assunto forma di uomini.

 

229

Uno che nasce per miracolo può facilmente anche morire e risorgere per lo stesso motivo.

 

230

La croce s’è trasformata, da atroce strumento di tortura romano, a venerato simbolo della religione cristiana.

 

231

Il pensare ha luogo nel cervello, esattamente come il digerire ce l'ha nello stomaco.

 

232

La tonaca fa il prete, come la toga il giudice, o la divisa il militare.

 

233

I fedeli credono alla miracolosa resurrezione di Gesù perché s’aspettano anche per loro la stessa sorte gloriosa.

 

234

La parola chiesa deriva dal greco ‘Ecclesia’, che designava l’Assemblea popolare, introdotta ad Atene con la riforma democratica di Clistene, nell’anno 509 prima del Cristo cristiano.

 

235

Alle leggi della Natura è bene obbedire, mentre a quelle degli uomini, - di Stato, di Mercato e di Dio - meglio di no.

 

236

La Chiesa, nel mentre che proibiva severamente la cremazione dei morti, però non disdegnava di bruciare i vivi.

 

237

L’eterna giustizia di Dio mal si concilia con l’atavica ingiustizia degli uomini.

 

238

La preghiera è uno spreco di energia psichica, a danno dell’assai più sano e spirituale  esercizio del pensiero.

 

239

La Chiesa è madre, e però casa del padre.

 

240

La polvere che resta di noi è un mucchietto di sostanza ormai inerte, mentre le due cellule che ci hanno generato erano già esseri viventi a tutti gli effetti.

 

241

Gesù muore di venerdì e risorge domenica. Quindi il secondo, e non il terzo giorno.

 

242

La trinità di Dio è il chiaro sintomo di un retaggio politeista dei Cattolici.

 

243

Hitler voleva diventare il Mosè germanico, e fare dei Tedeschi il popolo eletto.

 

244

La tradizione ha sempre tradito la verità.

 

245

L’Anno zero della Storia non è duemila, ma diecimila anni fa. Perché quel momento non segna la nascita di qualcuno, bensì la Rivoluzione agricola, cioè l’alba della civiltà umana.

 

246

Dalla constatazione della morte sono nate le idee di anima, di aldilà e d’immortalità.

 

247

Chi pensa al creatore di un creato, proprio non ha idea di cosa siano il mondo e la vita.

 

248

Come Adamo non ha condannato gli uomini, così Gesù non li ha salvati.

 

249

L’uomo non vive di solo pane, è vero. Ci vuole anche il salame.

 

250

Si parla spesso di libertà e felicità, ma senza conoscere il significato di quei termini.

 

251

Il Dio ebreo ha il debole di scendere a patti con gli uomini per cercare d’allearsi con loro.

 

252

Abramo, il figlio Isacco, il nipote Giacobbe, e i dodici pronipoti. Cui seguono le dodici tribù d’Israele. Ecco come, dopo Adamo e Noè, il popolo di Dio sarebbe disceso da una singola famiglia di pastori nomadi.

 

253

Il peccato originale è un’invenzione cristiana non condivisa dagli Ebrei.

 

254

Pur contro i Re e i preti, Mazzini continuava a gridare «Dio e Popolo».

 

255

Il primo Concilio della Chiesa fu quello convocato e diretto da Costantino, a Nicea nel 325. Ad allora risale la formulazione del Credo, l’atto di fede cattolico nel Dio uno e trino.

 

256

Il Messia era l’«unto» del Signore, ossia il Re degli Ebrei, nominato dai sacerdoti, e  consacrato dalla cosparsa d’olio d’oliva.

 

257

L’uomo è un essere per Natura, e un dover essere per Legge.

 

258

Il valore morale di un'azione si misura col calcolo del disinteresse.

 

259

Gli uomini per loro natura tendono a perseguire il piacere e rifuggire il dolore, laddove la religione li spinge a volere il contrario.

 

260

Un uomo può avere bontà, e agire di conseguenza. Senza nessun bisogno di supporre l’esistenza della virtù in persona, tipo il Bene di un Buono supremo, in sé stesso separato chissà come, in un altro mondo chissà dove.

 

261

I giudizi di valore misurano una quantità di qualità. Quanto insomma qualcuno o qualcosa sia vero, buono, bello, o giusto.

 

262

L’amore è per sua natura un sentimento egoista, perché si realizza nel possesso. Come quello dei genitori tra loro o verso i figli.

 

263

I santi della Chiesa fanno il bene nel nome di Dio, cioè in attesa del premio promesso in cambio, nientemeno che di una vita eterna e beata. Alla faccia del disinteresse.

 

264

L'offerta più sofferta è quella di se stessi.

 

265

Nietzsche ha insegnato a mettere in discussione il valore dei valori tradizionali. Ed è proprio questo che ci vuole, per migliorare i rapporti sociali degli uomini, - con se stessi, tra di loro, e con la Natura.

 

266

L'egoismo è del tutto naturale, e piuttosto è innaturale l'altruismo.

 

267

La falsità di ogni morale religiosa sta nel premio promesso per il bene fatto.

 

268

Quando uno fa dell'altro il fine ultimo della propria azione, allora ha veramente superato se stesso. Non però se quel gesto è rivolto a un parente o un amico.

 

269

La libertà è come la felicità, un puro ideale regolativo del pensiero. Cioè uno scopo sempre perseguito, ma mai raggiunto, perché di fatto impossibile da realizzare.

 

270

I preti sono votati alla castità. E però, pur da inesperti quali sono, provvedono all’educazione sessuale dei giovani sposi.

 

271

Un corpo inerte è mosso solo da una forza esterna, mentre l’essere vivente si muove da sé, spinto da motivi interiori.

 

272

Buona parte del valore etico di un’azione sta nell’intenzione che la precede.

 

273

I preti predicano una falsa morale, mentre i pur devoti politici e affaristi sono totalmente privi di simili scrupoli. E intanto l'Etica continua a farsi benedire.

 

274

La vera generosità è quella di chi agisce nell’ombra, tipo il donatore anonimo.

 

275

La morale c'è apparecchiata fin dall'infanzia, per cui diventa un abito, un'abitudine difficile da togliere. Benché sarebbe la cosa più salutare da farsi.

 

276

Finché un dovere è il comando o comandamento di uno che comanda, allora chi è tenuto a obbedire ha il diritto di non farlo.

 

277

Ci sono valori di quantità, tipo quelli economici o scientifici. E poi ce ne sono altri di qualità, come quelli estetici o etici.

 

278

Come sono naturali la respirazione, il sonno, o la digestione, così è la sessualità, - tutti atti non soggetti a regole morali.

 

279

Sia lodato chi se lo merita.

 

280

Già Platone credeva nell'esistenza del «Bene in sé», come un ente a se stante, separato e superiore rispetto a noi, quale principio e fine di tutti i beni e i buoni quaggiù.

 

281

I preti dicono che l’irreligioso è per forza un individuo immorale, come se fosse impossibile fare del bene senza credere in Dio.

 

282

La felicità è una condizione di soddisfazione totale. Di uno che ormai ha avuto tutto dalla vita, o almeno tanto da non volere né desiderare altro. Solo che un tale stato d’appagamento, a pensarci meglio, s'addice piuttosto a un morto.

 

283

Quelli tradizionali invalsi finora sono più pregiudizi morali che altro.

 

284

L'ipocrisia morale continua a dilagare. Come se Mandeville, Schopenhauer, Nietzsche, Marx e Freud non fossero mai esistiti.

 

285

Interesse economico e disinteresse etico.

 

286

Agostino, il primo grande prete intellettuale cristiano, ha inventato il concetto della libertà morale di peccare.

 

287

Ciascuno sente di essere l'intera realtà, il centro intorno a cui gira tutto il resto. Peccato che a tale esclusiva, egocentrica considerazione di se stessi, corrisponda l’altrettanta quasi assoluta indifferenza degli altri.

 

288

Lo Stato si limita a castigare i cattivi, mentre la Chiesa in più premia i buoni.

 

289

Il termine etica deriva dal greco ethos, che vuol dire ‘costume’, cioè usanza radicata, convenzione tradizionale.

 

290

La morale religiosa non è solo strumento di dominio sopra gli uomini, ma anche di grave danno per la loro salute mentale.

 

291

Si può essere persone di valore anche senza possedere né contare niente.

 

292

Colui che fa beneficenza per motivi di pietà religiosa, riduce i poveri a un mezzo della propria salvezza.

 

293

Pascal esorta a scommettere che Dio esiste. Perché così o si guadagna tutto, oppure non si perde niente. Il che, a parte il gioco d'azzardo di parole, denota la concezione utilitaria della fede. Ossia che si deve credere perché conviene farlo.

 

294

Dei doveri morali dettati dalle religioni, e degli obblighi legali imposti dagli Stati. Nonché dell’obbedienza dei popoli.

 

295

 Una madre ama il figlio perché è suo, e questa non è proprio una virtù, ma piuttosto un egoistico amore di sé.

 

296

Solo gli uomini possiedono il senso morale del bene e del male, in base al quale si comportano e giudicano a vicenda. Mentre gli altri animali non sono né buoni né cattivi.

 

297

Per evitare di fare il bene a scopo lucrativo, occorre essere uomini senza Dio. Perché un gesto libero e gratuito, compiuto solo in vista dell'altro cui è diretto, non s’aspetta niente in cambio.

 

298

L'uomo è abituato a obbedire, tanto da farlo perfino alle feste comandate.

 

299

Stando ai preti la vita sarebbe un dono di Dio. E però anche un debito degli uomini, dato che fin dalla nascita verrebbero al mondo con un grave peccato da scontare.

 

300

Amare il prossimo come fratelli è una farsa morale. Piuttosto ha valore amare gli altri proprio perché fratelli non sono.

 

301

Chi non sa niente dice spesso che non si sa mai, e così dà credito ai dettami religiosi.

 

302

Il segreto dell’Etica sta nel considerare ciascun uomo come un altro io, invece che come non io.

 

303

L'egoismo non è di per sé riprovevole, ma anzi l’impulso naturale di ogni vivente al proprio benessere. Piuttosto è il sincero altruismo che fa una rara eccezione etica.

 

304

Il bene etico non ha prezzo, per il semplice fatto che non si fa per soldi, a differenza dei beni economici.

 

305

Le leggi naturali sono immutabili, mentre le regole sociali e morali no.

 

306

La tradizione è una menzogna degna d'essere tradita.

 

307

La relazione etica sta al rapporto economico come il dono al prestito.

 

308

Il valore non è tanto qualcosa che si ha, quanto che si è.

 

309

Tante sono le diverse religioni, altrettante sono le rispettive tavole di valori, con però ciascuna che pretende di essere quella vera.

 

310

Gli dèi scompaiono non appena i fedeli smettono di crederci.

 

311

I piaceri della vita fanno bene, ma per i preti non stanno bene.

 

312

Tanti valori di una volta sono in auge ancora oggi, purtroppo per noi.

 

313

Se lo scopo di una buona azione è Dio, allora il fine è in realtà chi agisce, e non l'altro, che pure ha ricevuto beneficio. Perché il benefattore spera nella ricompensa promessa.

 

314

La morale è sempre stata imposta, mentre questo è proprio ciò che non deve essere.

 

315

Dimenticare se stesso per un altro, che pure è sconosciuto. Ecco la cosa più difficile da fare, e però l'unica che abbia sul serio un valore morale.

 

316

La famiglia è la cura di un interesse privato, e quindi per niente affatto il fondamento della società, né tantomeno la promozione del bene comune.

 

317

 Il vero atto impuro è quello dei preti, che nei morbosi confessionali colpevolizzano i malcapitati adolescenti.

 

318

Spesso il dovere chiama, ma la virtù non risponde.

 

319

La volontà può decidere liberamente di fare, ma non di volere ciò che vuole.

 

320

La Storia insegna e dimostra la teoria della relatività dei valori umani.

 

321

Lo Stato obbliga i cittadini a non fare il male, mentre li lascia liberi di fare il bene.

 

322

La capacità di giudicare dipende dal metro di giudizio che si usa.

 

323

Forte della differenza sessuale tra maschi e femmine, la Chiesa ha sempre negato la loro uguaglianza sociale.

 

324

Non c'è niente di più solubile del vincolo matrimoniale.

 

325

Che il matrimonio sia stato istituito da Dio stesso, è una balla colossale, di cui i preti continuano a profittare.

 

326

Gli sposi diventano tipo una coppia di buoi. Infatti la parola coniuge deriva da cum iugo, che appunto vuol dire 'con il giogo’.

 

327

Mettere al mondo i figli non è fare la volontà di Dio, bensì obbedire a un prepotente impulso della Natura.

 

328

C'è una sottile ironia nel fatto che preti e suore, per definizione senza famiglia, si facciano poi chiamare padre e madre.

 

329

Divorzio, aborto, fecondazione assistita, sono diritti anzitutto delle donne. E però contrastati con tutte le forze dai preti e dai loro epigoni politici.

 

330

Scienza e fede sono inversamente proporzionali, cioè si escludono reciprocamente, poiché l'una cresce al diminuire dell'altra.

 

331

I fedeli credono senza sapere, e però credono anche di sapere.

 

332

Per dopo la morte non c'è salvezza, e tuttavia nemmeno condanna.

 

333

I preti stanno a Dio come i politici allo Stato e gli affaristi al denaro.

 

334

La preghiera è l'esercizio spirituale che più  ottenebra lo spirito umano.

 

335

Le parole di Dio, pronunciate dai preti, sono un affronto logico e psicologico, che offendono l'intelligenza umana.

 

336

La Chiesa ha sempre consacrato le istituzioni di potere, dall’antica Roma in poi.